Barocco Festival: la mostra “La musica ritrovata” a Palazzo Nervegna
lunedì 10 settembre 2012

La mostra “La musica ritrovata” ritorna a Brindisi. Dopo la tappa a San Vito dei Normanni, nella Chiesa di San Giovanni, l’esposizione di manoscritti musicali nell’area del Salento dal ‘600 all’800, presentata nell’ambito della XV edizione del Barocco Festival Leonardo Leo, torna nel capoluogo pugliese. Stessa location dell’inaugurazione, le sale espositive di Palazzo Granafei Nervegna.

“A motivare la decisione del Comune di Brindisi di riproporre l’evento, è stato il successo di pubblico e critica ottenuto dalla rassegna - afferma Maurizio Marinazzo, dirigente Beni Monumentali del Comune di Brindisi - A settembre riapriranno le scuole, abbiamo pensato di dare l’opportunità anche ai ragazzi di visitare una esposizione sicuramente degna di nota, inserendola all’interno di un circuito di mostre che avranno sede a Palazzo Granafei Nervegna. La mostra “La musica ritrovata” resterà aperta al pubblico dall’8 al 30 settembre, dalle 10:00-20:00. L’ingresso è gratuito”.

E visitarla può rivelarsi un’esperienza emozionante. L’esposizione si snoda attraverso tre le sezioni (Musica didattica, Musica sacra, Musica profana) e presenta al pubblico, per la prima volta, 33 manoscritti musicali provenienti da collezioni private, tra cui spiccano tre manoscritti leani conservati presso la civica biblioteca Giovanni XXIII di San Vito dei Normanni: una raccolta di solfeggiamenti, il Miserere concertato a doppio coro e il dramma sacro Dalla morte alla vita di Santa Maria Maddalena.

Quest’ultimo in particolare, acquisito lo scorso anno con una sottoscrizione pubblica indetta durante la XIV edizione del Barocco Festival, rivela parte della personalità del celebre compositore sanvitese.
“Una partitura sconosciuta, forse la seconda scritta da un giovanissimo Leonardo Leo, ritorna a vivere nella terra che al compositore diede i natali. Al di là del valore intrinseco dell’opera, basterebbe questo a rimarcare l’importanza dell’acquisizione - afferma Dinko Fabris, presidente della Società Internazionale di Musicologia -  Da un sommario studio è emerso che il manoscritto era una copia d’uso. Leo avrà scritto il dramma sacro con un copista a fianco o forse, non potendosene permettere uno, si sarà improvvisato copista di se stesso. Queste sono solo alcune delle particolarità che il manoscritto ci ha rivelato, tante altre ne scopriremo studiandolo”.

Anche in questo consiste la bellezza (e importanza) dei manoscritti, sono finestre sul passato che svelano momenti di vita della nostra storia. Di fondamentale importanza è quindi preservarne memoria, mettere in circolo questi capolavori, permettere che vengano studiati e “riportati alla vita”. Perché la musica, per vivere, deve essere eseguita.

“Il dramma sacro Dalla morte alla vita di Santa Maria Maddalena, è ora in attesa della sua sigla RISM, intanto nel Centro Studi e Documentazione a San Vito dei Normanni si sta lavorando su una trascrizione del dramma sacro, una esecuzione e una edizione discografica e musicale - afferma il maestro Prontera  - Aver riportato a San Vito dei Normanni un manoscritto di Leonardo Leo unico al mondo ha un significato particolare, l’orgoglio e il merito di quanto è avvenuto lo individuerei nel fatto di aver riscritto un rigo, solo un rigo della storia della musica mondiale.

Nel lanciare la raccolta fondi per l’acquisto del manoscritto ci siamo sforzati di far intuire che si trattava di una sottoscrizione responsabile e cosciente. Esser riusciti nell’intento, grazie alla generosità di tanti, mi auguro inauguri nella mentalità dei nostri concittadini un nuovo percorso che li veda impegnati a sostenere sempre più la Cultura.

L’intento della mostra “La musica ritrovata” è anche questo, stimolare entusiasmi in altri possessori di manoscritti, privati e non. Facendo confluire altri fondi musicali, in una prossima esposizione, potremo colmare lacune, tracciare nuove vie ottenendo una visione più chiara ed omogenea da quel puzzle che possediamo oggi”.