Disagio giovanile. Intervento di Annamaria Negro
giovedì 27 marzo 2008

La città di Brindisi ha assistito  incredula alla morte improvvisa di un ragazzo che ha perduto la vita lanciandosi dal settimo piano del suo palazzo. Un ragazzo che sicuramente non ha potuto o non ha voluto manifestare il suo disagio interiore, dando seguito ad un gesto che ci lascia attoniti e stravolti nell’animo.

Non è il primo caso negli ultimi tempi e fa sicuramente parte di una serie di suicidi che vede in prima linea i nostri giovani e che ci obbliga moralmente a farci un esame di coscienza ed a chiederci cosa sta succedendo in questa società; una società ormai vuota di valori e di punti di riferimento, una società sempre più legata ad un falso benessere materiale e ad un ”dio denaro” che hanno frantumato i forti legami della solidarietà, dell’amicizia e dell’amore.


I nostri ragazzi oggi muoiono in questo correre frenetico di noi tutti e non ci si accorge delle loro insicurezze e della loro debolezza, li si lascia soli ancora non fortificati nell’affrontare un mondo che in pochi anni ha subito una rivoluzione copernicana sulla scia di falsi idoli e di pseudobisogni che sicuramente non tengono conto della necessità più importante della persona umana: la comunicazione  interpersonale .


Anche la scuola che, insieme alla famiglia, costituiva il punto cardine nella formazione dei giovani a livello educativo, manca proprio di quel rapporto ”umano” ed attento necessario ad ogni ragazzo.

L’esecuzione dei numerosi progetti fa solo ”piovere” denaro sulla scuola, ma sicuramente falcia, per i tempi ristretti, quel bellissimo e costruttivo rapporto umano che i docenti avevano con i ragazzi.


E’ un continuo correre, un continuo fare tutto e di più tralasciando quelle discipline essenziali e quel forte rapporto didattico-educativo che oggi consente di regalare alla società ragazzi poco preparati e superficialmente pronti per affrontare”il mondo”, un mondo in cui la mancanza di morale (vedi programmi televisivi e offerte trasgressive in internet) e l’anomalo comportamento di grandi figure politiche ed istituzionali hanno partorito una torre di Babele dove i nostri giovani vagano senza avere la certezza di nessun percorso sano ed abbandonandosi ad una pericolosa emulazione di fatti e personaggi.


Ci meravigliamo del perchè di tanti fenomeni di bullismo, delle violenze sessuali, della pedofilia e di tante altre cose.


Affrontando questa grave problematica si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni ed i politici a non trascurare la piaga sociale del disagio giovanile ponendo in essere tutti gli interventi idonei a combattere quel male interiore che alcune volte, anche se velatamente celato, porta i nostri ragazzi a gesti inconsulti, mettendo fine al dono più grande per ogni essere umano: la vita.


ANNAMARIA NEGRO - Consigliere Circoscrizionale Commenda-Minnuta-Cappuccini