Scavi archeologici ad Apani
sabato 2 luglio 2011

Lunedì 4 luglio 2011 avrà inizio la terza campagna di scavi dell’insediamento fortificato dell’età del Bronzo degli Scogli di Apani (Brindisi), nella Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta di Torre Guaceto. Le ricerche sono condotte dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento (direzione scientifica prof. Riccardo Guglielmino, direzione e coordinamento tecnico-scientifico dott. Teodoro Scarano) su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia (funzionario incaricato dott.ssa Angela Cinquepalmi). La campagna di scavo si realizzerà grazie al contributo economico del Comune di Brindisi e del Consorzio di Gestione della Riserva e al supporto logistico del Comune di Carovigno.


“Abbiamo voluto offrire la nostra piena collaborazione – afferma il Vice Sindaco di Brindisi Mauro D’Attis – in quanto riteniamo che la valorizzazione dei beni archeologici costituisca una grande risorsa per il nostro territorio, anche dal punto di vista turistico”.


“Queste indagini – sostiene il Vice Presidente del Consorzio di Torre Guaceto Teodoro Galluzzo - danno seguito al programma di ricerche storico-archeologiche e topografiche (terrestri e subacquee) avviate nel 2007 dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento in collaborazione con il Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’Università di Bari e finalizzate alla ricostruzione delle variazioni del paesaggio costiero della riserva nel corso degli ultimi quattromila anni. I risultati, ne sono certo, saranno sorprendenti”.

Nel 2008 e nel 2009 si sono svolte le prime due campagne di scavo archeologico sugli Scogli di Apani in due differenti aree aventi un’estensione complessiva di 120 mq circa; le ricerche hanno sinora permesso di accertare la presenza dei resti di un muraglione di difesa dell’abitato e di almeno due capanne all’esterno delle quali erano in alcuni casi dei percorsi ad acciottolato. All’interno delle capanne, i cui ingombri sono segnati dagli allineamenti delle buche di palo e dai crolli dell’intonaco in argilla che ricopriva le pareti vegetali, sono stati individuati numerosi contenitori ceramici ad impasto frammentati e diversi manufatti in argilla, osso, selce e pietre dure.

L’incendio che ha distrutto le capanne (e forse tutto il villaggio) ha permesso la conservazione di alcuni resti vegetali (soprattutto ghiande di quercia e piccole fave selvatiche) che sono stati rinvenuti carbonizzati nei pressi di alcuni focolari insieme ad abbondanti resti di fauna selvatica e domestica e di molluschi marini; lo studio di queste testimonianze consente di conoscere l’alimentazione di chi viveva in queste abitazioni e di ricostruire anche il paesaggio della prima metà del II millennio a.C. .


La missione archeologica avrà la propria sede presso la Borgata Serranova di Carovigno (Brindisi) dove si trovano il Centro Visite ed il Laboratorio di Archeologia della Riserva di Torre Guaceto. Nel corso della campagna di scavo (che si concluderà il 6 agosto 2011) si svolgeranno alcune iniziative volte a favorire l’incontro tra gli archeologi e la cittadinanza e che consentiranno agli interessati di approfondire la conoscenza sulle ricerche in corso; al termine dei lavori sarà organizzato un incontro pubblico di comunicazione dei risultati raggiunti.