Liste elettorali depositate …..
mercoledì 12 marzo 2008

Sappiamo all’incirca come e da chi sarà composto il prossimo Parlamento della Repubblica Italiana. Due anni orsono eravamo all’incirca nella stessa situazione: due coalizioni variopinte con a capo Berlusconi e Prodi si fronteggiavano, da una parte il Kaimano con la sua pletora di post-fascisti, pluripregiudicati, nani e ballerine e anche tante brave persone, dall’altra il Mortadella con la sua pletora di post-comunisti, fancazzisti, nani, ballerine, paraculos e qualche pluripregiudicato che comunque non guasta, e anche tante brave persone.


Dalla parte di Prodi c’erano pure i comunisti, né post né ante, quelli di ieri, oggi e domani, in essi c’era anche me, candidato alla camera n. 33, senza timore e senza speranza. Una settimana di campagna elettorale, poi una settimana di corso full immersion per acquisire la Certificazione CISCO CCNA. Si vedeva dalla prima settimana il risultato, ma almeno due anni fa c’era una ragione per votare.


Non quella della candidatura ovviamente, il 33-simo posto in un partito del 2% non lascia adito ad alcuna illusione. Ma dovevamo cacciare il Kaimano, cancellare le leggi ad personam, sconfiggere il precariato, combattere le mafie e le ingiustizie, fare una politica di pace, impegnarci per i diritti civili, innovare la scuola, finanziare la ricerca, rispondere alla domanda di cambiamento che ci sembrava di aver udito salire forte dal popolo.


Invece c’era una domanda forte ma anche una risposta forte, per un pugno di voti vincemmo la sfida, con un Prodi capace di giocarsi dieci punti di vantaggio in venti giorni e un’armata brancaleone che metteva insieme Luxuria e Mastella, Bersani e Pecoraro Scanio, noi e Rifondazione Comunista, Dini e Di Pietro. Mi sarò scordato qualcuno che c’è sempre, ah ecco, i socialisti e i radicali. Una coalizione nella quale comunque c’era lo spazio per ciascuno di identificarsi in un pezzo.


Poteva vincere e ha vinto, poteva anche governare ma è crollata, giova ricordarlo, per le vicende giudiziarie della signora Dini prima (condanna definitiva per bancarotta fraudolenta), poi per le vicende giudiziarie della signora Mastella.


Ma soprattutto perché una parte della coalizione, quello che fu uno strano Ulivo, nato dalla ibridazione fra una quercia e una margherita, ha deciso di innovare il quadro politico: è nato il Partito Democratico, una cosa seria che ha fatto piazza pulita dei gruppi dirigenti primordiali (Fassino, Rutelli, Prodi, in parte D’Alema) e ha promosso un ticket d’assalto Veltroni-Franceschini. Il PD è la prima novità dell’anno, poi è venuto il PDL, una incorporazione fra Forza Italia e Alleanza Nazionale nella quale l’eterno delfino (Fini) torna al suo ruolo. Lo squalo è sempre lui: il Berlusconi.


Il PD ha cacciato in malo modo l’ala sinistra dalla coalizione la quale, per sopravvivere al “porcellum” si è riaggregata presentandosi con simbolo comune e liste condivise.
Non mi convince la sinistra arcobaleno, proprio non mi convince, anche se mi ci metto con il massimo della buona volontà. Solo che ci sono candidate delle persone alle quali sono legato da antichi affetti e grande stima, una piccolissima parte della quale credo sia pure ricambiata.


So che Rita Borsellino è capolista in Lombardia e in Emilia e che sarà senatrice della Repubblica, e questo mi rende felice. Non è nella mia regione ma chiedo a tutti di sostenerla e appoggiarla nella regione in cui è candidata. Leggo anche le candidature di Enrico Fontana (Lazio 2), Carlo Leoni (Lazio 1), Paola Balducci (Lazio 1). Anche qui vale la pena impegnarsi per cercare di mandarli in Parlamento. Brava gente e anche capace.


Nella mia regione (Puglia) al n. 2 del Senato Alba Sasso e al n. 4 della Camera Franco Napoletano, vanno sostenuti ed eletti. Purtroppo una legge idiota e vergognosa (concepita da Calderoli, votata dai Berluscones ma anche accettata dei paraculos) mi costringerà a votare anche per Folena, che meriterebbe un contratto di lavoro a tempo indeterminato alla Thyssen-Krupp e per Alfonso Pecoraro-Scanio, che farei assumere, sempre con contratto a tempo indeterminato, come operatore ecologico dell’Aspica.


Ma mi hanno fregato di nuovo e, per amore più che per diletto, credo che apporrò la mia croce sul simbolo dell’Arcobaleno. Spero solo che la nausea sia sopportabile.



Pino De Luca (pino_de_luca@virgilio.it)


Brindisi, 12 marzo 2008


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