I nostri tralicci ”non si toccano”!
lunedì 10 dicembre 2007

Gentile direttore, appena  ho appreso dal tg1 RAI   che inizieranno  a gennaio i lavori di smantellamento dei tralicci dell’Enel in diverse regioni d’Italia, ho temuto per il peggio per Brindisi e per la sua provincia. Poi approfondendo la notizia, ho tirato un sospiro di sollievo leggendo su un quotidiano locale, che la Puglia fortunatamente non faceva parte di quelle sfortunate regioni.


Ma se lo immagina lei il nostro territorio senza tralicci? Un paesaggio a dir poco preistorico. Un danno incalcolabile per il nostro patrimonio artistico e culturale,  come se a Milano smantellassero il Duomo, o a Roma il Colosseo.


Se così fosse, quale interesse avrebbero avuto  i turisti a venire da noi? Un territorio, quello pugliese,  rinomato proprio per questi capolavori di carpenteria post-industriale, dall’oggi al domani privato di una delle sue maggiori attrattive…


La cittadinanza questa volta sostenuta da consiglieri comunali di sinistra e di destra, dagli assessori, dal sindaco, dal presidente del consiglio comunale, dal presidente della provincia, dall’assessore regionale all’ambiente a braccetto con i sindacalisti, sarebbe scesa  in piazza a manifestare energicamente contro tutto e tutti…


Per nostra fortuna abbiamo un bravo governatore in Puglia, un vero santo, paragonabile al santo di Assisi per l’amore che ha per il creato, per i lupi, per gli agnelli e per gli uccelli…, che si fa rispettare sul serio al contrario di quelli dell’Emilia e della Toscana che hanno dovuto subire decisioni ingiuste cadutegli “dall’alto”…


I nostri tralicci, caro direttore, non si toccano!  Quelli appartengono alla nostra storia, e poi sono un regalo a noi tanto caro, che ci viene da chi ha tanto amato e continua ad amare, di un amore “incondizionato”, Brindisi e la sua provincia, da farcene dono in un periodo buio, disastroso,  per la nostra città.


In quei tempi a Brindisi si moriva di fame, la gente emigrava, la ASL stava per chiudere i reparti oncologici, insomma un periodo da dimenticare…che è meglio.


Per fortuna  arrivò la LUCE, non l’istituto cinematografico del duce, bensì questa grande azienda, allora statale, benefattrice che diede lavoro a migliaia di persone, e che continua ad incrementare la forza lavoro…come i sindacalisti possono testimoniare senza meno…


Si ricordi direttore che se qualcuno, “a costo di grandi sacrifici”,  le regala qualcosa di molto prezioso, non se ne disfi mai…anzi, lo difenda a spada tratta come fa il nostro governatore e i suoi collaboratori con i nostri tanto amati tralicci pugliesi!


Teodoro
Brindisi, 10 dicembre 2007.