”Destra e democrazia. Dall’ideologia al progetto”. Mercoledì 6 presentazione, a Roma, del libro di Domenico Mennitti
lunedì 4 ottobre 2010

Mercoledì 6 ottobre, alle 11, presso la sala convegni Garante per la protezione dei dati personali, in piazza Montecitorio 123, a Roma, sarà presentato il libro di Domenico MennittiDestra e democrazia. Dall’ideologia al progetto”, edito da Progedit.

Con l’autore, interverranno Umberto Croppi, Assessore cultura comune di Roma, Enzo Iacopino, Presidente nazionale Ordine dei giornalisti, Pierluigi Battista, vice direttore ”Corriere della Sera”, Federico Geremicca, capo redazione romana ”La Stampa”. Sarà presente l’editore della Progedit, Gino Dato.


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Il libro


In questo libro Domenico Mennitti racconta il percorso compiuto dalla destra italiana dal dopoguerra ai nostri giorni. Il titolo focalizza il rapporto tra destra e democrazia, per definire il quale il Msi in particolare ha impiegato circa mezzo secolo. Il recupero della cittadinanza politica da parte del Msi è avvenuto nel 1994, quando Berlusconi lo riconobbe alleato nella competizione elettorale che seguì Tangentopoli; ma pure quando in Italia, grazie ad un referendum, cambiò il sistema elettorale. Dal proporzionale si passò al maggioritario. L’evento segnò la fine delle emarginazioni e l’inizio di un nuovo metodo nella definizione delle alleanze e nella elaborazione dei programmi. Dalla ideologia si è passati al progetto, dal segmento di verità di ciascun movimento ai problemi che la società pone alla politica e che questa è chiamata concretamente a risolvere. Mennitti si propone un obiettivo: spiegare al lettore il centro-destra, il cui ingresso a pieno titolo nel gioco politico ha restituito al nostro sistema requisiti fondamentali quali l’alternanza e la piena legittimità della rappresentanza. La destra ora non ha vie di fuga, deve agire con onore e con senso dello Stato, con il rispetto della cosa pubblica e l’obiettivo del bene sociale. Questo di Mennitti è un urlo nel silenzio delle “corti plaudenti”, un urlo d’amore non per uno o più uomini ma per un’idea. E’ un richiamo a tutti – Berlusconi e Fini in testa – ad agire con responsabilità per non deludere le speranze di intere generazioni.